Descrizione
Napex 2310142 Napoli Explosion
Antropologicamente, il fuoco d’artificio mette in scena il mondo: esplosione, dispersione, scomparsa. La sua grammatica è universale, un baleno, un’espansione, un’estinzione che ripete davanti ai nostri occhi il ciclo delle nascite, degli apici e delle fini. Il colore vi ritrova il suo potere originario: segnalare, radunare, commuovere. Parla un linguaggio antichissimo, quello con cui le società hanno sempre rappresentato la potenza, la festa, la minaccia o il sacro. Nella modernità, il fuoco d’artificio è diventato una pittura del tempo. Artisti e fotografi, come Mario Amura, vi riconoscono un laboratorio in cui esposizione, durata e movimento trasformano l’esplosione in una scrittura luminosa, un’immagine non più istantanea ma processuale, insieme traccia e pura invenzione.
Napoli Explosion
La finestra della mia camera da letto affacciava sul Vesuvio e ogni mattino, con riguardo, gli sussurravo il buongiorno come si fa rivolgendosi a chi, assopito, temi di risvegliare. Il vulcano è una presenza viva per chiunque abiti alle sue pendici. Da oltre 12 anni, nella notte di Capodanno, la mia troupe ed io saliamo sul Monte Faito, una montagna che si affaccia sulla Baia di Napoli per catturare la straordinaria coreografia di luci e colori prodotta dai fuochi d’artificio tutto intorno al Vesuvio. Attraverso questo rituale superstizioso e propiziatorio, la gente di Napoli accoglie il nuovo anno. L’immagine della silhouette nera, silenziosa del vulcano sommerso dal baccano di colori dei fuochi d’artificio mi è parsa una rappresentazione che andava ricercata seriamente e per molte strade diverse tra loro.
Negli anni, il progetto si è evoluto in una sperimentazione di nuove forme di scrittura con la luce, utilizzando una tavolozza di colore unica fornita dalle centinaia di migliaia di fuochi esplosi in contemporanea. Napoli Explosion, è divenuta così, un’opera alla ricerca del sentimento della luce.





