Descrizione
Napex 91209 Napoli Explosion
L’immagine quasi marmorea si presenta come l’incubo del cartografo: una mappa di flussi, un territorio in cui le tracce di luce imitano strade, confini e rilievi. I larghi nastri gialli diventano assi principali, fiumi o corridoi energetici. Attorno ad essi, le reti rosse e verdi disegnano una geografia di intensità, zone a densità variabile dove si sovrappongono movimenti, circolazioni e nodi di attività. Le linee bianche, tremolanti e instabili, agiscono come contorni mobili, frontiere temporanee di uno spazio in formazione. A metà tra la visione satellitare e l’imaging cellulare, questa cartografia oscilla fra macrocosmo terrestre e microcosmo biologico, un territorio performato dalla luce. Si legge come un grattage al contrario di Gerhard Richter: non sottrazioni ma accumuli, un palinsesto costruito strato dopo strato. Napoli Explosion
Napoli Explosion
La finestra della mia camera da letto affacciava sul Vesuvio e ogni mattino, con riguardo, gli sussurravo il buongiorno come si fa rivolgendosi a chi, assopito, temi di risvegliare. Il vulcano è una presenza viva per chiunque abiti alle sue pendici. Da oltre 12 anni, nella notte di Capodanno, la mia troupe ed io saliamo sul Monte Faito, una montagna che si affaccia sulla Baia di Napoli per catturare la straordinaria coreografia di luci e colori prodotta dai fuochi d’artificio tutto intorno al Vesuvio. Attraverso questo rituale superstizioso e propiziatorio, la gente di Napoli accoglie il nuovo anno. L’immagine della silhouette nera, silenziosa del vulcano sommerso dal baccano di colori dei fuochi d’artificio mi è parsa una rappresentazione che andava ricercata seriamente e per molte strade diverse tra loro.
Negli anni, il progetto si è evoluto in una sperimentazione di nuove forme di scrittura con la luce, utilizzando una tavolozza di colore unica fornita dalle centinaia di migliaia di fuochi esplosi in contemporanea. Napoli Explosion, è divenuta così, un’opera alla ricerca del sentimento della luce.





