Napoli Explosion di Mario Amura
Napoli Explosion è un progetto artistico e antropologico che esplora e trasfigura un rito collettivo unico al mondo: nella notte di Capodanno, il popolo napoletano accende migliaia di fuochi d’artificio attorno al Vesuvio, in una monumentale festa di luci e colori che sfida l’energia ancestrale del vulcano.
2005, La prima foto dei fuochi di Capodanno osservati da Amura dalla cima del Vesuvio
2016, Mario Amura sul Monte Faito
NAPEX 410130 del 2014 in esposizione presso il Real Albergo dei Poveri.
Un rito osservato per oltre quindici anni.
Dal 2010, ogni 31 dicembre, Mario Amura sale con una troupe di amici sulla cima del Monte Faito, la montagna che si affaccia sul Golfo di Napoli, di fronte al Vesuvio. Da quell’altura, e a quella distanza, le centinaia di migliaia di fuochi d’artificio che il popolo vesuviano fa esplodere nello stesso istante compongono uno scenario senza eguali, in cui microcosmo e macrocosmo si confondono.
Tra Fotografia e Pittura
Nelle opere di Napoli Explosion fotografia, pittura e reportage si sommano e si confondono. Le scie dei fuochi evocano ora uno stagno di ninfee, ora un fondale popolato di meduse, ora le costellazioni di un cielo lontano. Salvatore Settis le ha definite «ipotesi pittoriche»: immagini sospese tra arte astratta e nuovo figurativismo, in cui ogni forma suggerisce altro da sé, tranne il Vesuvio.
NAPEX 241066 – Napoli Explosion – Mario Amura
NAPEX 241001 – Napoli Explosion – Mario Amura
La mostra al Cellaio aveva rivelato la consanguineità della fotografia di Amura con la pittura; quella dell’Albergo dei Poveri compie un passo gigantesco in avanti: le sue fotografie assomigliano ora ancor più alla materia che alla pittura. Tessuto, ardesia, sangue, oro: sono immagini che raggiungono per un’altra via la storia moderna della pittura, quando, all’inizio del XX secolo, la materia si sostituì all’immagine dando origine all’astrazione e all’informale, nuovi racconti della rêverie e dell’intelligenza del mondo.
NAPEX 233052 – Napoli Explosion – Mario Amura
L’iconografia rovesciata del Vesuvio.
Per secoli il Vesuvio è stato raffigurato come sorgente di fuoco: nelle gouaches del Grand Tour, nelle tele di Volaire e di Turner, fino alle serigrafie di Warhol, il vulcano è colorato dalla lava che lo inonda. Napoli Explosion ne sovverte l’immagine. Il Vesuvio appare come un’ombra silenziosa, sommersa dall’eruzione di luce e colori emanate dal paesaggio che lo circonda.
Volaire – Eruzione del Vesuvio del 1779. Olio su tela
NAPEX 410378 – Napoli Explosion – Mario Amura
Sylvain Bellenger dà voce alle opere e unità al percorso.
Curatore della mostra, Sylvain Bellenger ha costruito il racconto critico che accompagna l’intero percorso. Ha scritto i testi dedicati alle opere e ai temi di Napoli Explosion, mettendo in relazione luce, tempo, Vesuvio, fotografia e memoria collettiva. Ha inoltre scelto e disposto nel percorso le riflessioni di Salvatore Settis e di Erri De Luca. Ne nasce una trama critica continua, capace di offrire a ogni immagine un contesto e una profondità senza mai sostituirsi alla sua forza: una voce che orienta lo sguardo e accompagna il visitatore da un’opera all’altra.
Sylvain Bellenger – Direttore emerito Museo e Real Bosco di Capodimonte
Napoli Explosion al centro dello sguardo museale internazionale.
Durante i cinque mesi di apertura, Napoli Explosion è stata visitata da storici dell’arte, curatori e direttori di importanti istituzioni internazionali. Il Real Albergo dei Poveri ha inoltre ospitato una tappa di EDI Global Forum 2026, il progetto della Fondazione Morra Greco dedicato all’innovazione nell’educazione museale, diretto da Sylvain Bellenger: 94 musei e organizzazioni provenienti da 23 Paesi. Il programma ha riservato alla mostra una visita dal titolo Napoli Explosion: Photography, Popular Culture, Anthropology, Mythology.
In momenti distinti, la mostra ha poi ricevuto visite da parte di Glenn D. Lowry, direttore emerito del MoMA; Salvatore Settis Presidente del Comitato Scientifico del Louvre; Dominique de Font-Réaulx, conservatrice generale del Louvre e tra le maggiori studiose del rapporto tra pittura e fotografia; e Chiara Rostagno, vicedirettrice generale della Pinacoteca di Brera. Quattro incontri separati, ciascuno sviluppato attraverso un lungo dialogo con l’artista e un’analisi ravvicinata delle opere.
Glenn D. Lowry – Direttore emerito del MoMA di New York
Mario Amura con lo storico dell’Arte Salvatore Settis e la prof.ssa Michela Sassi
Dominique de Font-Réaulx, conservatrice generale del Louvre con Mario Amura
La meraviglia di oltre centomila sguardi.
In più di cinque mesi e dopo due proroghe, oltre centomila persone hanno attraversato le sale del Real Albergo dei Poveri. Tra loro, almeno quarantamila studenti, dalla scuola primaria all’università, hanno incontrato Napoli Explosion come esperienza di scoperta, stupore e partecipazione. Nove guestbook si sono riempiti di oltre ventimila messaggi, disegni e attestati di stima. Non sono soltanto cifre: sono la traccia di una mostra capace di parlare a generazioni diverse e di trasformare la visita in memoria condivisa.
NYA – Now Your Art:
ogni visitatore crea la propria Napoli Explosion.
Indossando il visore di realtà virtuale, il visitatore raggiunge la troupe di Napoli Explosion sul Monte Faito, pochi istanti prima della mezzanotte del 31 dicembre. Davanti a lui il Golfo di Napoli si accende attorno al Vesuvio. Con una macchina fotografica virtuale tra le mani, può muoversi nella scena e trasformare il gesto della mano e la luce dei fuochi nella propria opera unica. Durante la mostra al Real Albergo dei Poveri sono state realizzate oltre 11.000 opere: un grande archivio collettivo destinato a diventare una mostra autonoma.
Mario Nucibello e Angelo Faella durante lo sviluppo di NYA
Cristina Ascione del team Napex
Quindici anni di Napoli Explosion, raccontati da chi li ha vissuti.
Nella sala cinema, il documentario Napoli Explosion ripercorre le tappe fondamentali di quindici anni di ricerca ancora in corso: dalle prime intuizioni sul legame tra il rito di Capodanno e il Vesuvio alle spedizioni sul Monte Faito, fino alla nascita delle opere e delle mostre. Il racconto unisce la voce di Mario Amura a quelle dello storico dell’arte Salvatore Settis, del curatore Sylvain Bellenger e di alcuni membri della troupe, tra cui Serenella Iovino, teorica dell’ecocritica e studiosa delle culture ambientali, e Serafino Murri. Interviene anche Bruno Di Marino, storico dell’immagine e dei linguaggi audiovisivi.
La sala gialla custodisce la genealogia di Napoli Explosion.
Nella sala gialla, accanto a NYA – Now Your Art, le bacheche illuminate raccolgono fotografie che ricostruiscono la lunga genealogia da cui Napoli Explosion ha preso forma. Non una biografia separata dal progetto, ma il racconto di una ricerca maturata nel tempo: l’attenzione alla luce, al movimento, alla durata e alla possibilità di trasformare un evento reale in immagine. Dai primi esperimenti di Mario Amura alle notti sul Monte Faito, il percorso mostra come Napoli Explosion sia nata da uno sguardo formatosi negli anni e continui ancora oggi a evolversi.
Napoli Explosion vol. 2: l’artbook della mostra.
Pubblicato in occasione della mostra al Real Albergo dei Poveri, Mario Amura: Napoli Explosion vol. 2 prosegue il progetto editoriale avviato con il primo volume, realizzato per l’esposizione al Museo e Real Bosco di Capodimonte. L’artbook riunisce 92 dipinti fotografici nati in oltre quindici anni di ricerca, accompagnati dai testi di Sylvain Bellenger, Erri De Luca, Serafino Murri e Salvatore Settis. Firmato dall’artista e limitato a 500 copie, il volume documenta una nuova tappa del percorso di Napoli Explosion.

