Una mostra monumentale che catapulta Napoli su una stella dell’alba cosmica.
«Nell’anno in cui Neapolis celebra i suoi 2500 anni, ho immaginato un’esposizione capace di provocare la nostra idea di tempo, il modo in cui lo percepiamo. Ho immerso le opere in un rosso incandescente proveniente dalle grandi finestre dell’Albergo dei Poveri, come se Napoli fosse stata catapultata su una stella dell’alba cosmica. È lo stesso rosso della camera magmatica, dove il vulcano forgia la materia e i suoi colori. È il rosso della camera oscura, il luogo in cui il fotografo prova a fissare un istante. Questa mostra nasce dal dialogo tra tempi diversi: il tempo della civiltà napoletana, il tempo geologico del Vesuvio e il tempo infinitesimale dello scatto.»
Mario Amura
Il sogno di un re incontra l’eruzione di un popolo.
Progettata site specific per il Real Albergo dei Poveri, Napoli Explosion entra in uno dei più grandi edifici monumentali d’Europa. Voluto da Carlo III di Borbone e affidato a Ferdinando Fuga, il palazzo custodisce un sogno rimasto incompiuto: accogliere tutti i poveri del Regno, offrendo loro non solo rifugio, ma istruzione e un mestiere. È quel sogno che Mario Amura ha provato a evocare. Nelle sale nate per accogliere una moltitudine, la mostra restituisce al popolo napoletano l’immagine di una sua performance collettiva: l’eruzione di luce che ogni Capodanno accende il cielo attorno al Vesuvio.
33 opere in edizione museale unica.
Nelle grandi sale del piano nobile del Real Albergo dei Poveri, Mario Amura ha esposto trentatré opere monumentali, alcune delle quali superano i cinque metri. Ognuna esiste una sola volta e non sarà mai replicata nelle stesse dimensioni. È una scelta radicale: nell’epoca dell’estrema riproducibilità tecnica, mentre l’intelligenza artificiale mette in discussione i confini tra realtà e finzione, Amura restituisce alla fotografia l’unicità tradizionalmente riservata al dipinto. Le immagini diventano così presenze fisiche, non semplici superfici moltiplicabili. La fotografia accetta la sfida della pittura sul terreno della scala, della permanenza e dell’unicità.
La luce catturata torna a essere luce.
I lightbox completano il gesto di Napoli Explosion. La luce dei fuochi, raccolta nella notte con lunghi tempi di esposizione e trasformata in immagine, torna a emanare luce nello spazio. La fotografia non è più soltanto una superficie: diventa un corpo luminoso, sospeso tra quadro e schermo, capace di attrarre lo sguardo e modificare l’ambiente che la accoglie. Nel percorso del Real Albergo dei Poveri, dominato dal rosso, i lightbox aprono soglie di luce blu: interrompono il ritmo, offrono una pausa allo sguardo e accompagnano il passaggio tra le sale. Qui la luce non illumina semplicemente l’opera: è la sua materia originaria e la sua presenza.
Un allestimento costruito sulla luce del Real Albergo dei Poveri.
L’allestimento, progettato con l’architetto Lucio Turchetta, nasce dal rispetto per gli spazi monumentali del Real Albergo dei Poveri e dalla volontà di interpretarne la luce naturale. Filtri rossi applicati alle grandi finestre trasformano le sale in un ambiente incandescente: il rosso della camera magmatica del Vesuvio, dove la materia e i colori si formano nel tempo; il rosso della camera oscura, dove il fotografo tenta di fissare un istante; il rosso del ventre materno, prima luce percepita. Dentro questa atmosfera, ogni opera è illuminata da sagomatori puntuali, calibrati per restituirne cromie e brillantezza senza disperdere luce nello spazio. Le immagini emergono così nette e luminose, immerse nel rosso che avvolge l’intera architettura.
Sylvain Bellenger dà voce alle opere e unità al percorso.
Curatore della mostra, Sylvain Bellenger ha costruito il racconto critico che accompagna l’intero percorso. Ha scritto i testi dedicati alle opere e ai temi di Napoli Explosion, mettendo in relazione luce, tempo, Vesuvio, fotografia e memoria collettiva. Ha inoltre scelto e disposto nel percorso le riflessioni di Salvatore Settis e di Erri De Luca. Ne nasce una trama critica continua, capace di offrire a ogni immagine un contesto e una profondità senza mai sostituirsi alla sua forza: una voce che orienta lo sguardo e accompagna il visitatore da un’opera all’altra.
Sylvain Bellenger – Direttore emerito Museo e Real Bosco di Capodimonte
Napoli Explosion al centro dello sguardo museale internazionale.
Durante i cinque mesi di apertura, Napoli Explosion è stata visitata da storici dell’arte, curatori e direttori di importanti istituzioni internazionali. Il Real Albergo dei Poveri ha inoltre ospitato una tappa di EDI Global Forum 2026, il progetto della Fondazione Morra Greco dedicato all’innovazione nell’educazione museale, diretto da Sylvain Bellenger: 94 musei e organizzazioni provenienti da 23 Paesi. Il programma ha riservato alla mostra una visita dal titolo Napoli Explosion: Photography, Popular Culture, Anthropology, Mythology.
In momenti distinti, la mostra ha poi ricevuto visite da parte di Glenn D. Lowry, direttore emerito del MoMA; Salvatore Settis Presidente del Comitato Scientifico del Louvre; Dominique de Font-Réaulx, conservatrice generale del Louvre e tra le maggiori studiose del rapporto tra pittura e fotografia; e Chiara Rostagno, vicedirettrice generale della Pinacoteca di Brera. Quattro incontri separati, ciascuno sviluppato attraverso un lungo dialogo con l’artista e un’analisi ravvicinata delle opere.
Glenn D. Lowry – Direttore emerito del MoMA di New York
Mario Amura con lo storico dell’Arte Salvatore Settis e la prof.ssa Michela Sassi
Dominique de Font-Réaulx, conservatrice generale del Louvre con Mario Amura
La meraviglia di oltre centomila sguardi.
In più di cinque mesi e dopo due proroghe, oltre centomila persone hanno attraversato le sale del Real Albergo dei Poveri. Tra loro, almeno quarantamila studenti, dalla scuola primaria all’università, hanno incontrato Napoli Explosion come esperienza di scoperta, stupore e partecipazione. Nove guestbook si sono riempiti di oltre ventimila messaggi, disegni e attestati di stima. Non sono soltanto cifre: sono la traccia di una mostra capace di parlare a generazioni diverse e di trasformare la visita in memoria condivisa.
NYA – Now Your Art:
ogni visitatore crea la propria Napoli Explosion.
Indossando il visore di realtà virtuale, il visitatore raggiunge la troupe di Napoli Explosion sul Monte Faito, pochi istanti prima della mezzanotte del 31 dicembre. Davanti a lui il Golfo di Napoli si accende attorno al Vesuvio. Con una macchina fotografica virtuale tra le mani, può muoversi nella scena e trasformare il gesto della mano e la luce dei fuochi nella propria opera unica. Durante la mostra al Real Albergo dei Poveri sono state realizzate oltre 11.000 opere: un grande archivio collettivo destinato a diventare una mostra autonoma.
Mario Nucibello e Angelo Faella durante lo sviluppo di NYA
Cristina Ascione del team Napex
Quindici anni di Napoli Explosion, raccontati da chi li ha vissuti.
Nella sala cinema, il documentario Napoli Explosion ripercorre le tappe fondamentali di quindici anni di ricerca ancora in corso: dalle prime intuizioni sul legame tra il rito di Capodanno e il Vesuvio alle spedizioni sul Monte Faito, fino alla nascita delle opere e delle mostre. Il racconto unisce la voce di Mario Amura a quelle dello storico dell’arte Salvatore Settis, del curatore Sylvain Bellenger e di alcuni membri della troupe, tra cui Serenella Iovino, teorica dell’ecocritica e studiosa delle culture ambientali, e Serafino Murri. Interviene anche Bruno Di Marino, storico dell’immagine e dei linguaggi audiovisivi.
La sala gialla custodisce la genealogia di Napoli Explosion.
Nella sala gialla, accanto a NYA – Now Your Art, le bacheche illuminate raccolgono fotografie che ricostruiscono la lunga genealogia da cui Napoli Explosion ha preso forma. Non una biografia separata dal progetto, ma il racconto di una ricerca maturata nel tempo: l’attenzione alla luce, al movimento, alla durata e alla possibilità di trasformare un evento reale in immagine. Dai primi esperimenti di Mario Amura alle notti sul Monte Faito, il percorso mostra come Napoli Explosion sia nata da uno sguardo formatosi negli anni e continui ancora oggi a evolversi.
Napoli Explosion vol. 2: l’artbook della mostra.
Pubblicato in occasione della mostra al Real Albergo dei Poveri, Mario Amura: Napoli Explosion vol. 2 prosegue il progetto editoriale avviato con il primo volume, realizzato per l’esposizione al Museo e Real Bosco di Capodimonte. L’artbook riunisce 92 dipinti fotografici nati in oltre quindici anni di ricerca, accompagnati dai testi di Sylvain Bellenger, Erri De Luca, Serafino Murri e Salvatore Settis. Firmato dall’artista e limitato a 500 copie, il volume documenta una nuova tappa del percorso di Napoli Explosion.
