Dopo tredici anni di ricerca, la prima esposizione.
“Napoli Explosion riunisce in un unico evento arte pirotecnica, fotografia e pittura. È il dono con cui il Museo e Real Bosco di Capodimonte accompagna Napoli tra Natale e Capodanno. Poche città al mondo sono legate a un elemento della natura quanto Napoli al Vesuvio: la città si distende ai suoi piedi come un anfiteatro e ne custodisce la presenza nella propria memoria. Le 37 opere di grande formato di Mario Amura nascono da oltre tredici anni di osservazione della notte di Capodanno. Dal Monte Faito, l’artista registra il rito collettivo con cui il popolo napoletano accende il Golfo attorno al vulcano. Nei lunghi tempi di esposizione, i fuochi perdono la loro forma effimera e diventano materia, segno, paesaggio: dipinti fotografici generati dalla luce”.
Sylvain Bellenger
Rivivi la mostra nell'esperienza a 360 °
Napoli Explosion nella grande storia di Capodimonte.
Dal 14 dicembre 2023 al 1 aprile 2024, Napoli Explosion è stata presentata nel Cellaio, uno dei diciassette edifici storici del Real Bosco di Capodimonte. Voluta da Carlo di Borbone nel 1738 per custodire la Collezione Farnese, la Reggia conserva un patrimonio che attraversa la storia dell’arte. Nelle sue collezioni convivono opere di Tiziano, Parmigianino, Caravaggio, El Greco, Artemisia Gentileschi e Warhol.
Al termine della mostra, NAPEX 223181, è entrata nella collezione permanente del Museo, lasciando a Capodimonte una presenza stabile di Napoli Explosion.
Napex 223181, Mario Amura 2022. Collezione Museo e Real Bosco di Capodimonte
La dimensione museale di Napoli Explosion.
Le opere monumentali di Napoli Explosion, alcune estese fino a cinque metri, sono realizzate in edizione unica. La loro scala nasce da una necessità precisa: restituire nello spazio espositivo la percezione originaria dello spettacolo osservato da Mario Amura dal Monte Faito. A quella distanza, il Golfo, il Vesuvio e la disseminazione dei fuochi compongono un campo visivo vastissimo, che un formato ridotto trasforma inevitabilmente in immagine. La dimensione museale ricostruisce invece il rapporto tra corpo, distanza e paesaggio: obbliga lo spettatore ad arretrare, avvicinarsi e attraversare con lo sguardo la moltitudine dei segni. Ogni opera occupa così la parete come una presenza unica, alla scala della visione da cui Napoli Explosion ha avuto origine.
I Lightbox.
Nei lightbox di Napoli Explosion, immagine, struttura e sorgente luminosa formano un’unica opera. Non si tratta di fotografie inserite in una cornice illuminata: la luce interna determina la profondità dei neri, la densità del colore e la presenza fisica dell’immagine. Nelle sale del Cellaio, opere singole e dittici in edizione unica, alcuni estesi oltre tre metri, hanno assunto l’autonomia del grande quadro e la capacità di organizzare lo spazio intorno a sé. Il dispositivo non aggiunge spettacolarità alla fotografia, ma ne definisce la forma definitiva: una superficie luminosa che conserva l’origine reale dello scatto e, nello stesso tempo, si afferma come opera museale compiuta, concepita per essere installata, conservata e tramandata nella propria configurazione.
Sylvain Bellenger – Direttore emerito Museo e Real Bosco di Capodimonte
Sylvain Bellenger presenta Napoli Explosion.
Nel 2023 Sylvain Bellenger, allora direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte, riconobbe in Napoli Explosion una ricerca compiuta e ne volle la prima esposizione pubblica. Portò nelle sale del Cellaio un progetto che Mario Amura aveva sviluppato per tredici anni lontano dagli sguardi, affidandogli per la prima volta una forma museale. Per Bellenger, queste immagini chiedono tempo e immersione: «Bisogna guardare a lungo queste immagini, immergersi in esse. Il grande pericolo è che accechino. Sono così ricche, così brillanti, che è un po’ come fissare con gli occhi il sole». Nel video qui accanto, il curatore introduce la mostra al Museo di Capodimonte.
Un'opera autobiografica.
Fin dalla sua prima esposizione, Napoli Explosion ha incontrato un vasto consenso nel mondo dell’arte. Tra le letture più autorevoli vi è quella di Salvatore Settis, presidente del Comitato scientifico del Louvre, che individua nella coralità il cuore del progetto: «Durante la notte del passaggio al nuovo anno, la città è popolata da centinaia di migliaia di persone che fanno esplodere o vedono esplodere questi fuochi d’artificio e non sanno che stanno contribuendo a un’opera pittorica». È di Settis anche la definizione che più radicalmente restituisce il senso dell’opera di Mario Amura:
«Napoli Explosion è un’opera autobiografica, un inno di Napoli a se stessa».
Salvatore Settis
Mario Amura con lo storico dell’Arte Salvatore Settis e la prof.ssa Michela Sassi
Oltre 40.000 visitatori.
Nei cinque mesi di apertura, Napoli Explosion ha accolto oltre 40.000 visitatori, una presenza particolarmente significativa rispetto ai circa 250.000 ingressi annuali del Museo e Real Bosco di Capodimonte. Il consenso del pubblico ha rapidamente superato le sale del Cellaio: immagini e video della mostra hanno raggiunto una vasta diffusione sui social network e sono stati ripresi dai principali canali d’informazione. Il 2 gennaio 2024, a pochi giorni dall’inaugurazione, il TG1 ha dedicato al progetto un servizio trasmesso nell’edizione notturna, raccontandone la crescente viralità e portando Napoli Explosion all’attenzione del pubblico nazionale. Nel video qui accanto, il servizio documenta il momento in cui la prima esposizione del progetto diventa un fenomeno culturale condiviso.
Mario Amura racconta la genesi di Napoli Explosion.
Nella sala cinema, Mario Amura ripercorre la nascita di Napoli Explosion: le prime intuizioni, le spedizioni sul Monte Faito, il lavoro della troupe e la trasformazione di un rito collettivo in una ricerca sulla luce, sul tempo e sull’immagine. Il documentario intreccia la voce dell’artista con quelle del team di Napoli Explosion, di Serenella Iovino, Serafino Murri, dello storico dell’immagine in movimento Bruno Di Marino, di Salvatore Settis e Sylvain Bellenger. Dalla genesi del progetto alle sue prospettive future, il film restituisce la storia di una ricerca ancora in corso.
Napoli Explosion Vol. 1:
il primo capitolo di un’opera in tre volumi.
Pubblicato nel 2023 in concomitanza con la prima mostra di Napoli Explosion al Museo e Real Bosco di Capodimonte, il volume inaugura un progetto editoriale concepito per raccogliere l’intera opera in tre parti. Nelle sue 192 pagine, l’artbook presenta 116 dipinti fotografici realizzati da Mario Amura in oltre tredici anni di ricerca, accompagnati dai testi di Salvatore Settis, Serenella Iovino, Serafino Murri e Bruno Di Marino e da una lunga intervista all’artista. In edizione bilingue italiana e inglese, firmata e limitata a 400 copie, Napoli Explosion vol. 1 dà per la prima volta una forma editoriale organica a un archivio ancora in evoluzione e apre il racconto complessivo del progetto artistico.
